La DOC Menfi: clima, suoli e vitigni caratteristici

Istituita nel 1995, la DOC Menfi si estende in tutto il territorio del Comune di Menfi e su parte dei Comuni confinanti di Sciacca, Sambuca di Sicilia e Castelvetrano, per una superficie vitata di circa 3.600 ettari.

CLIMA

Di tipo mediterraneo semi-arido, è caratterizzato da inverni temperati e da estati calde e asciutte.
Le precipitazioni medie annue si aggirano fra i 500 e i 600 mm, e sono in prevalenza concentrate nei mesi autunno-vernini.
La temperatura media annuale è di circa 18 °C, con un’escursione termica media annua di circa 14 °C; i mesi più caldi sono luglio e agosto, con temperature medie di 25-26 °C, mentre i mesi più freddi sono normalmente gennaio e febbraio, con temperature medie di 11,7 °C.

IDROGRAFIA

L’intera area è compresa tra i fiumi Belìce e Carboj, che scorrono in direzione Nord-Est/Sud-Ovest e rappresentano i corsi d’acqua più importanti. I rispettivi affluenti condizionano il reticolo di drenaggio per una parte consistente dell’area.

Tutto il territorio è caratterizzato dalla presenza di numerosi valloni, piccoli torrenti utilizzati per l’irrigazione e la regimazione delle precipitazioni in eccesso.

SUOLI ED ESPOSIZIONI

Il territorio della DOC Menfi emerge dal Mediterraneo con ampie vallate a morfologia pianeggiante o lievemente ondulata, intervallate da formazioni argillose e calcaree che si appoggiano ad un sistema di terrazzi marini risalente a duecento milioni di anni fa.

Dei sei tipi di suoli presenti nel territorio della DOC Menfi, cinque presentano caratteristiche ideali per la coltivazione della vite, e marcano profondamente i vini che vi si producono.

1. Pianure alluvionali e costiere

Area agricola intensamente coltivata a ridosso delle spiagge, costituita da terreni giovani emersi in conseguenza dell’abbassamento del livello del mare ed arricchiti da depositi fluviali. E’ una zona di buona fertilità, con suoli mediamente profondi a tessitura fine e ricchi di calcare, ideali per la produzione di vini bianchi fortemente espressivi.

2. Terrazzi marini

Suoli antichi e molto evoluti, di ottima permeabilità, particolarmente adatti alla coltivazione della vite, costituiti da terreni rossi o rosso-bruni, sabbiosi, di tessitura grossolana, adagiati su un substrato ricco di scheletro. I vini che qui vengono prodotti sono fragranti e caratterizzati da una piacevole componente fruttata, accentuata dalla presenza degli ossidi di ferro che determinano il colore dei suoli.

3. Calcari marnosi e marne

Concentrate nella parte settentrionale del territorio di Menfi, le marne sono caratterizzate da versanti lunghi ed ondulati. Questa tipologia di suoli tende a rallentare la maturazione delle uve, alle quali regala profumi intensi e variegati, una buona struttura ed un elevato grado zuccherino, tutti elementi che influenzano positivamente la longevità dei vini.

4. Colline e versanti argillosi

Sono i terreni più caldi, da cui l’umidità evapora molto rapidamente soprattutto nella stagione estiva. Questo ambiente è idoneo alla coltivazione di vitigni che riescono a raggiungere concentrazioni molto elevate di polifenoli: i vini di queste terre sono caratterizzati da intense pigmentazioni, da un complesso corredo aromatico e da buoni livelli di alcolicità.

5. Depositi lacustri e fluvio-lacustri

Questi suoli caratterizzano in prevalenza l’area a ovest del Lago Arancio. Hanno un andamento sub-pianeggiante e si sono formati a partire da antichi depositi lacustri degradatisi nel tempo. I terreni di questo sistema di paesaggio sono profondi, di fine tessitura e scarsamente dotati di scheletro. I vini che qui si producono sono caratterizzati da buona acidità, elevata finezza aromatica ed eccellente qualità complessiva.

VITIGNI COLTIVATI

Menfi è da sempre un territorio di sperimentazione viticola, e i vitigni che qui si coltivano sono diverse decine. Il disciplinare della DOC Menfi ammette la coltivazione di 26 varietà di uve fra autoctone, italiane ed internazionali.

Fra le varietà autoctone, le più diffuse sono l’Inzolia, il Catarratto, il Grecanico, il Grillo e il Nero d’Avola. Fra le varietà autoctone minori si coltivano il Perricone, il Frappato, il Nerello Mascalese e lo Zibibbo.