Presentato in occasione di “Inycon e le sue Contrade”, il Rapporto rileva la crescita della Denominazione di Origine Controllata Menfi in termini di vino certificato e di numero di bottiglie prodotte.
PATRIMONIO AMPELOGRAFICO
Menfi è un territorio di sperimentazione viticola, con diverse decine di vitigni coltivati su una superficie di circa 3.600 ettari, di cui 455 iscritti al Registro delle DOC (Menfi e Sicilia), e 3.127 destinati alla produzione di uve per vini IGT e generici.
Oltre la metà dei vigneti ospita varietà internazionali: le più diffuse sono Chardonnay, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon.
Si rileva una buona presenza di vitigni italiani, alcuni dei quali (come Pinot Grigio o Vermentino) vengono utilizzati prevalentemente per la realizzazione di vini sfusi che vengono “esportati” nelle Regioni a cui storicamente appartengono; altri sono utilizzati in taglio per la realizzazione di vini generici o IGT.
I vitigni autoctoni più diffusi sono il Grecanico Dorato, i Catarratti (comune e lucido), il Nero d’Avola e l’Inzolia, ma in alcune contrade troviamo anche varietà che appartengono storicamente ad altre aree della Sicilia come il Carricante, il Nerello Mascalese e il Frappato.
DATI SULLA PRODUZIONE
La superficie annua media rivendicata a DOC dai viticoltori dal 2015 al 2022 è di 185 ettari. Di conseguenza, anche la produzione di uve a denominazione rappresenta solo una piccola parte del potenziale viticolo del territorio.
Dall’analisi dei dati si evidenzia un costante incremento della quantità di vino a denominazione prodotto nel territorio, sia in termini di numero di certificati DOC Menfi emessi, sia di numero delle bottiglie complessivamente prodotte, che hanno superato nel 2022 le 608.000 unità.
Le tipologie maggiormente utilizzate dai produttori riguardano vini bianchi, con o senza menzione di vitigno. Fra di essi, lo Chardonnay rappresenta oltre il 40%, seguito da Grillo e Fiano, ciascuno poco sopra l’8%. Fra i rossi, il Syrah e il Nero d’Avola (nelle due tipologie di vino d’annata e Riserva) si attestano appena sotto il 5%, mentre la tipologia Rosato raggiunge l’1% delle bottiglie prodotte.

