Il Rapporto 2024 pubblicato dall’Osservatorio sulla DOC Menfi parla chiaro: Menfi è ormai la quarta “piccola” DOC siciliana per numero di bottiglie prodotte.
Il presente rapporto, aggiornato a luglio 2025, fornisce un’analisi approfondita sullo stato e sull’evoluzione della Denominazione di Origine Controllata (DOC) Menfi, istituita nel 1995 e regolamentata dall’attuale disciplinare del 2014. La zona di produzione comprende il comune di Menfi e parte dei territori limitrofi di Sciacca, Sambuca di Sicilia e Castelvetrano, per un’estensione vitata complessiva di circa 2.800 ettari. Tuttavia, solo una media di 211 ettari l’anno (2023 erano 185 ettari) viene effettivamente rivendicata a DOC, dato che evidenzia un potenziale produttivo ancora largamente inespresso.
Menfi rappresenta un territorio dinamico dal punto di vista ampelografico, con un progressivo orientamento verso vitigni autoctoni come Inzolia, Catarratto, Grecanico e Nero d’Avola, anche in risposta a una crescente domanda di vini identitari e legati al territorio. Dal 2010 al 2020, le superfici dedicate alla DOC Menfi sono più che raddoppiate, nonostante il calo generale della viticoltura nella zona. Il disciplinare attuale ammette 26 varietà di uve, ma solo 12 vengono effettivamente vinificate e imbottigliate con menzione specifica.
La produzione di vino DOC Menfi ha registrato un costante incremento nell’ultimo decennio: dalle 13.000 bottiglie del 2014 si è passati alle oltre 788.000 del 2024. Ciononostante, solo tre aziende hanno imbottigliato a DOC Menfi nel 2024, pari allo 0,3% dei produttori viticoli presenti nel territorio. I vini bianchi rappresentano oltre l’80% della produzione imbottigliata, con lo Chardonnay in testa, seguito da Catarratto e Grillo. L’incidenza dei vitigni autoctoni è in crescita, e rappresenta una delle leve strategiche per consolidare la DOC Menfi nel panorama vitivinicolo siciliano e nazionale.
Osservatorio sulla DOC Menfi, Rapporto 2024




